Una specie di ritorno a casa

“A sort of homecoming”, mutuando il titolo di una canzone degli U2: Sorrentino con “E’ STATA LA MANO DI DIO” ritorna Napoli firmando un film bellissimo, in parte molto intimo e personale e, quasi naturalmente, allegro e doloroso al tempo stesso. Scene da vita famigliare intima e allargata, un insieme di racconti di esperienze personali e riferite, di racconti inventati. Paolo Sorrentino torna in modo straordinario al cinema dopo la felice esperienza nella serialità con il dittico pontificio “The Young Pope” e “The
New Pope”. Napoli degli anni Ottanta: il giovane Fabietto ottiene il permesso per recarsi a Empoli a vedere una partita della squadra di Maradona che grazie “alla mano di Dio” già aveva segnato la storia del calcio e, indirettamente, segnerà per sempre la vita del giovane protagonista del film. Diego Armando Maradona ha un ruolo incidentale in questo racconto d’autore ma permea di sé alcune vicende e lo spirito di alcuni personaggi del film: Fabietto e il fratello, il loro papà (Toni Servillo), lo zio (Renato Carpentieri). Un film la cui comicità risulta esplosiva in tutta la bellissima, quasi pirotecnica, prima parte densa com’è di caratteristi dalla battuta facile, con un cast che ha in Toni Servillo (il più grande attore italiano del momento?) l’espressione più sincera e alta. Una specie di ritorno a casa: sì, perché sono passati vent’anni dal suo napoletanissimo “L’UOMO IM PIU’”, che lo fece esordire alla Mostra di Venezia e che era stato girato a Napoli. Esserci tornato oggi è per Sorrentino la classica ideale chiusura di un cerchio artistico, umano ed emotivo, una specie di valore aggiunto di questo lavoro. Uno dei lavori più complessi di Sorrentino che omaggia con tanti riferimenti (aleggia la presenza di Fellini …) la migliore cinematografia italiana. Ma, come gli viene rimproverato dal regista Antonio Capuano, è Napoli che bisogna far vivere sullo schermo perché “alla fine torni sempre a te e a questa città”: ed è quello che Sorrentino fa, svelandosi e mettendosi a nudo sul piano emotivo trascinando il pubblico in un misto di risate lacrime e coinvolgendolo come non sempre avviene. In programmazione al Multisala Ciak di Agrigento da giovedí 26 novembre 2021 – clicca qui per vedere la programmazione completa