Seap Dalli Cardillo, a Sassuolo ko con rammarico

Esce sconfitta dal Pala Consolata la Seap Dalli Cardillo, dopo quattro set e due ore esatte di contesa. Aragona non porta a casa nessun punto, ma ha di che rammaricarsi per come ha gestito il finale del secondo set, che è stato condotto sino al 24-21 per poi smarrirsi e finire col perderlo 25-27.

Lo starting six+1 di Aragona prevede Caracuta, al rientro, in regia, opposta la Zonta, centrali Cometti e Negri, schiacciatrici di banda Moneta e Dzakovic, libero Vittorio. Risponde il tecnico di casa Venco con Balboni e Zojzi in diagonale, centrali Civitico e Busolini al centro, martelli Dhimitriadhi e Gardini, libero Rolando, Dunque partono in panchina, per entrambe le formazioni, gli opposti titolari, per la Seap la Stival, ancora convalescente, e per Sassuolo il neoacquisto Rasinska, che però farà il suo ingresso nel corso del match.

Inizia il primo set e il Green Warriors parte forte, come prevedibile le ragazze di casa hanno ancora in corpo gran parte dell’euforia per l’incredibile successo di quattro giorni fa in casa del Busto Arsizio, autentico punto di svolta del loro cammino fin lì deludente. Volano subito sul 6-2 sospinte dalla Busolini che mette tre punti immediati a referto. Aragona al contrario troppo contratta e titubante, cerca pian piano di entrare in partita, grazie soprattutto agli attacchi della Moneta, avvicinandosi sino al 10-12, ma la Balboni dal centro sfrutta anche la Civitico e quando al servizio si presenta la solita Busolini ecco arrivare un parziale dicinque a zero, farcito da due ace, che aggiorna le distanze sul 18-10 e sostanzialmente decide la frazione, che per la cronaca si chiuderà sul 25-19 grazie ad una schiacciata del capitano Dhimitriadi, che così festeggia il titolo di Dottoressa, ottenuto appena due giorni prima.

Ma il secondo set racconta una partita diversa, sia per il punteggio che per l’atteggiamento in campo delle ragazze di Mister Micoli. Aragona mette subito la testa avanti, 4-2, ma poi tutta la frazione è tiratissima, nessuna delle due formazioni riesce ad allungare neppure di due lunghezze, e dal 5-5, cambio palla dopo cambio palla, si arriva dopo un lungo corpo a corpo sino al 21-21. A questo punto un ace della Negri, con un attacco della Moneta e un’invasione di Sassuolo portano le agrigentine a disporre di ben tre set ball, ma alcune scelte infelici da parte siciliana e forse anche il fresco ricordo del set decisivo vinto sabato scorso 37 a 35 dal Sassuolo, spingono le ragazze di casa ad una nuova impresa, riuscendo così ad annullare tutti i palloni del potenziale 1-1, ribaltando ancora il punteggio con un muro su Zonta, portandosicosì sul 25-24 per poi vincere la frazione per 27 a 25 con un violento attacco della Gardini dalla seconda linea.

Da una quasi raggiunto pareggio la Seap si trova così sotto di dueset a zero, ma non per questo alza bandiera bianca, né tanto meno dà nel terzo set segnali di cedimento mentale. Anzi accade l’opposto, i padroni di casa partono avanti 5-3, ma la reazione delle ragazze di Micoli è perentoria, riprendono immediatamente le avversarie ed ha inizio un remake del terzo set, ancora punto a punto per gran parte del set: 11-11, 15-15, 18-18, 20-20, ma a questo punto la Dzakovic ne ha abbastanza e decide di mettersi in proprio firmando quattro punti in serie che portano Aragona ancora una volta sul 24-21, e i soliti tre set ball a disposizione. Ne spreca due, e quando tutto sembra proprio un fastidioso déjà vu ci pensa il capitan Serena Moneta, con un attacco da posto 4 tanto potente quanto liberatorio, a chiudere il set sul 25 a 23.

Si va al quarto set, e ancora una volta a prevalere è l’equilibrio, almeno nelle fasi iniziali, 6-6, ma quando va al servizio la Busolini c’è per Aragona la solita amara tassa del break da pagare, 6-10 che fulmineamente diventa 9-17 sotto i colpi della Gardini (alla fine top scorer pari merito con la Dzakovic con 30 punti). A questo punto del match la stanchezza è un fattore, e la Seap Dalli Cardillo paga la panchina tanto corta quanto incerottata, per quanto Micoli le provi davvero tutte, alternando sia la Bisegna che la Casarotti e la Ruffa. E qualcosa la squadra ospite recupera, 16-20 e 20-23, ma ormai il Green Warriors vede il traguardo dei trepunti troppo vicino per farselo sfuggire, e difatti lo raggiunge aggiudicandosi la quarta frazione col 25-23 grazie ad una schiacciata della Dhimitriadi.

In conclusione si può parlare di una buona prestazione in casa Aragona, anche se prevale la consapevolezza amara che qualcosa in più si poteva guadagnare sul campo, quanto meno era alla portata delle ragazze di Micoli allungare la partita al quinto set. Da sottolineare la tenuta mentale del gruppo, perché dopo un brutto avvio ha reagito giocando un ottimo secondo set, perso ai vantaggi e sprecando tre set ball, per poi restare ancora attaccati al match e portare alla quarta frazione le avversarie. Per migliorare la classifica ovviamente servirà, come sottolineato a fine gara dall’allenatore Micoli, sia tanto lavoro in palestra, ma anche il pieno recupero delle atlete infortunate, al fine di alzare soprattutto l’intensità e la qualità degli allenamenti stessi.

Infine, come singole prestazioni merita una menzione speciale la Dzakovic, sicuramente nella sua migliore performance stagionale, ben 30 punti, con tre ace e due muri, e un carattere autentico da trascinatrice.

Il tabellino
GREEN WARRIORS SASSUOLO: Civitico 7, Zojzi 2, Dhimitriadhi 14, Busolini 14, Balboni 2, Gardini 30, Rolando (L), Rasinska 9, Cantaluppi 1, Mammini. Non entrate: Cesari Semprini, Colli (L), Stanev, Bondarenko. All. Venco. SEAP DALLI CARDILLO ARAGONA: Dzakovic 30, Negri 4, Zonta 7, Moneta 14, Cometti 3, Caracuta 2, Vittorio (L), Bisegna 3, Casarotti 1, Ruffa. Non entrate: Stival. All. Micoli. ARBITRI: Toni, Oranelli.
NOTE – Spettatori: 107, Durata set: 24′, 29′, 29′, 27′; Tot: 109′.
Muri Aragona 5, Sassuolo 10. Ace Aragona 6, Sassuolo 6. Err. battuta Aragona 10, Sassuolo 17. Err. azione Aragona 9, Sassuolo 7. Attacco Aragona 36%, Sassuolo 42%. Ricezione Aragona 41% (15% perfetta), Sassuolo 52% (11% perfetta).