“Signor giudice; è ora di cambiare auto!”

“Signor giudice; è ora di cambiare auto!” gli aveva detto il banconista del “Bar Pedalino”, sotto il palazzo di giustizia, quella sera in cui la vecchia Ford Fiesta di Rosario Livatino non voleva mettersi in moto e lui aveva cercato aiuto in quel mitico bar di via Atenea. Quella vecchia utilitaria color amaranto, acquistata di seconda mano dal giudice, che lui si ostinava a tenere nonostante facesse i “capricci” e sulla quale la domenica trovavano posto gli anziani genitori del magistrato quando lui li portava a pranzo in qualche trattoria della zona, torna ad essere uno dei simboli del martirio del magistrato.
Usata dal giudice quotidianamente per raggiungere, dalla sua abitazione di Canicattì, il tribunale di Agrigento, per tanti anni quell’autovettura, ogni mattina si vedeva ordinatamente parcheggiata in piazza Gallo, nello spazio riservato alle auto del personale del Ministero della Giustizia. E sempre su quell’auto,  la mattina del 21 settembre 1990 , quando con la solita andatura moderata Livatino stava percorrendo la strada statale, diretto nella città dei templi, i killer mafiosi lo colsero costringendolo, ormai ferito, ad accostare a lato della carreggiata in contrada Gasena per tentare un’estrema ed inutile fuga nei campi.
Adesso, 31 anni dopo,  quell’auto, che era stata immortalata dai Media, dopo l’agguato, crivellata di colpi e con il lunotto posteriore in frantumi, per la prima volta è in esposizione a Canicattì.
Due anni dopo l’omicidio del giudice, il padre di Livatino, il dottor Vincenzo, ex  impiegato dell’esattoria comunale di Canicattì, aveva donato l’auto ad un suo conoscente affinché la rottamasse. Lui, Angelo Terrana, classe 1930, invece la volle riparare e conservare alla memoria anche se non se l’è mai sentita di mettersi al volante.
Oggi l’auto, restaurata, è in esposizione nel centro culturale San Domenico, in piazza dante a Canicattì, nell’ambito del Festival della Legalità.
Il comandante della Compagnia Carabinieri di Canicattì, il capitano Luigi Pacifico, ha infatti ottenuto l’affidamento fiduciario dell’auto dall’anziano che da tempo la custodisce permettendo così l’esposizione al pubblico.
Sempre questa mattina ad Agrigento, nella chiesa di San Giuseppe, quella un tempo frequentata dal giudice, verrà officiata una messa in suo ricordo alle ore 11,30, presieduta dall’arcivescovo di Agrigento monsignor Alessandro Damiano.
Contestualmente verrà inaugurato il busto del giudice, collocato davanti all’edificio che in passato ospitò gli uffici giudiziari agrigentini,  in uno spazio che prenderà il nome di “Largo Beato Rosario Angelo Livatino”.
LORENZO ROSSO