Si paga l’Imu ma non si può edificare. Micciché incontra le “vittime del paradosso”

I terreni non sono edificabili ma potrebbero diventarlo e intanto l’Imu va pagata. La vicenda è quella che si trascina da ben 16 anni ed è abbastanza nota a tutti coloro che hanno proprietà nelle zone Cannatello, Guardia e Zingarello e che continua a rimanere irrisolta. Secondo il Piano regolatore generale approvato dal Consiglio comunale nel  2005, i terreni  risultano edificabili ma, in pratica, non lo sono perché ancora non sono state approvate le prescrizioni esecutive al piano, una sorta di norme di attuazione. In sostanza,  si pretende e si paga il tributo ma i proprietari dei terreni sono impossibilitati ad edificare. Sull’argomento , nei giorni scorsi, si è tenuto un incontro al comune di Agrigento. Erano presenti, oltre al Sindaco, Francesco Miccichè, alcuni dirigenti comunali e numerosi cittadini interessati. Alla fine dell’incontro è stata apertamente dichiarata la volontà di porvi, in qualche modo, rimedio. Ma i proprietari di quei terreni sono sconfortati e non vedono soluzioni , quantomeno prossime. A riassumere l’incontro è uno dei proprietari di quei terreni:  Giuseppe Vitellaro. “Il paradosso, è che anche se sono edificabili, i diversi proprietari – spiega- non hanno mai potuto costruirci sopra non solo un qualsiasi manufatto in muratura, ma neanche un gazebo.Questo perchè il comune di Agrigento non ha mai completato l’iter urbanistico che avrebbe permesso l’effettivo utilizzo edificatorio. I titolari dei terreni, però, sono stati chiamati, per tutti questi anni, a pagare il relativo tributo, con l’aliquota per i terreni edificabili, che in alcuni casi arriva a pesare diverse migliaia di euro l’anno.

Non solo gli importi da primato degli accertamenti tributari, ma anche il fatto che la revisione del piano regolatore si muove per azzerare del tutto ogni espansione urbanistica, prevedendo, nelle linee guida al nuovo PRG, un consumo di territorio pari a zero. Tale situazione annulla anche ogni lontana possibilità di poter, in qualche modo, compensare, in un lontano futuro, i prelievi tributari a cui i cittadini sono attualmente esposti. I rappresentanti politici agrigentini, sia locali che deputati e referenti nazionali, della questione, non hanno minimamente mai voluto interessarsi.

Anche le passate amministrazioni e i consiglieri comunali nel frattempo eletti, non hanno mai trattato l’anomala e pesante situazione di cui sono vittima i malcapitati cittadini.

L’intera deputazione agrigentina, sulla questione, come su mille altre, non ha mai voluto spendere una sola parola.

Purtroppo ormai siamo di fronte ad una totale assenza della rappresentatività della politica e del vecchio obbligo di mandato, che in tempi passati è stato un sicuro aiuto per la trattazione di tanti problemi. In mezzo a tale situazione di totale assenza dei referenti politici, si registra il promettente atteggiamento del sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè, che sulla questione ha posto un orecchio più attento, condividendo inoltre un’ interpretazione dell’intera vicenda, che obbliga a dover ritrattare l’anomala situazione. Purtroppo anche l’autorevole voce del primo cittadino di Agrigento non lascia intravedere una sicura risoluzione del problema per i malcapitati cittadini.

E’ evidente – conclude Vitellaro- che la troppa mediocrità ed il totale disinteresse della politica agrigentina, lasciano spazio a forti preoccupazioni ed al perdurare delle condizioni in cui versa l’intera provincia.”