Sagra, prima di annullarla parliamone

Apprendo che il sindaco Franco Miccichè, per il terzo anno consecutivo, ha deciso di non fare svolgere la Sagra del Mandorlo in fiore e i collegati Festival internazionale del Folklore e dei Bambini del Mondo. La motivazione addotta, l’emergenza Covid e il rischio di una imminente quarta ondata. Ora, ben lontano da una posizione negazionista sulla gravità della pandemia, ho delle perplessità sulla linea delle decisioni prese a livello cittadino, regionale e nazionale. Non voglio fare riferimenti alla finale dei campionati europei di Wembley, ma preferisco riferirmi alla partita della nazionale di calcio contro la Svizzera. Allo stadio Olimpico c’erano 49.714 spettatori. Quasi quanto tutti gli agrigentini residenti. E non faccio nemmeno riferimento ai mercatini settimanali, alla folla del sabato sera in via Atenea o a San Leone o agli spettacoli che quest’estate si sono svolti nella Valle dei Templi. Preferisco fare un appello al buon senso. La quarta ondata è paventata, ma non è ancora certa. La maggior parte delle persone colpite non sono vaccinate e quelle vaccinate vengono colpite in maniera più leggera. Sta partendo la terza dose di vaccini e fra tre mesi buona parte della popolazione potrebbe averla fatta. Per chi arriva da fuori vige sempre il green pass alla frontiera e per chi si muove in Sicilia i controlli possono avvenire nei luoghi in cui si organizzano gli eventi. Insomma, capisco tre anni fa, un po’ meno due anni fa. Ma questa volta mi sembra davvero che ci stiamo fasciando la testa prima di averla rotta. Pensiamoci, finchè siamo ancora in tempo. Apriamo il dibattito.