Rientro a scuola, coordinamento delle consulte studentesche: “Noi offesi e avviliti”

Il coordinamento regionale delle consulte provinciali studentesche di dice “deluso e amareggiato”. La task-force regionale, convocata per la seconda volta in meno di sette giorni, ha deciso rientro a scuola per il 13 gennaio. Il Coordinamento era presente all’incontro con ilCoordinatore Regionale,Flavio Vicari, che ha provato ad esprimere chiaramente il parere della popolazione studentesca, venendo però più e più volte interrotto nel suo discorso dallo stesso Lagalla, che ha giudicato “inutile e insensata” la proposta di screening periodici giudicando poi le richieste e le scelte del Coordinamento come inutili e fuori contesto.

“Come organo di rappresentanza istituzionalmente riconosciuto ci riteniamo offesi e  avviliti- si legge in una nota- dal momento che il comportamento dell’Assessore Lagalla in sede di riunione ufficiale non è giudicabile rispettoso nei confronti di un membro regolarmente convocato, e non ci riteniamo nelle condizioni di appoggiare una scelta come il rientro immediato in presenza, scellerata e sconsiderata a parere di molti.

Il dissenso e il malessere degli studenti è ciò di cui ci facciamo portavoce. Questa deroga rende pericolosa anche una semplice ricreazione: spesso i ragazzi non sono distanziati e dividono un banco in aule di pochi metri quadrati che raccolgono anche una trentina di persone, trovandosi poi a rimanere in classe pur se con un caso di positività riscontrata.

Come già espresso, siamo delusi, e come noi lo è anche il resto degli studenti siciliani che non sopporta più le continue contraddizioni e false promesse di amministrazioni statali e regionali inefficienti e poco attente alle realtà locali in serie difficoltà. Speriamo comunque, per la salute di tutti, che le situazioni di rischio non vengano a verificarsi, avendo ormai perso la fiducia in un intervento pronto (e spesso richiesto) da parte delle istituzioni, e ci faremo portavoci qualsiasi protesta degli studenti, che sia lecita, in merito alle decisioni di una task-force che, dopo aver preso tre giorni di tempo per raccogliere dati, ha fatto passi indietro piuttosto che avanti.”