Il ricordo della nostra Cattedrale, vittima della politica parolaia

Il ricordo della nostra Cattedrale, vittima della politica parolaia

 Di Diego Acquisto

Mercoledì 6 settembre l’Arcidiocesi di Agrigento farà memoria della Dedicazione della Basilica Cattedrale San Gerlando. Il parroco della Cattedrale, don Giuseppe Pontillo, comunica che alle ore 18.30 sarà celebrata una Santa Messa presieduta dall’arcivescovo, card. Francesco Montenegro, sul sagrato della navata sud della Cattedrale (ingresso via Duomo)”.

E mentre leggiamo sul sito ufficiale questo scarno comunicato della Curia, comprendiamo bene che  il nostro arcivescovo-metropolita, cardinale  don Franco Montenegro  oltre all’impegno alla preghiera, rinnoverà  l’invito a non perdere la speranza.

Intanto, sempre  mentre leggiamo,  un’apposita apparecchiatura elettronica presente nello stesso sito web, indica da quanto tempo  la Cattedrale è chiusa al culto. Esattamente, nel momento in cui leggiamo da “6 anni, 6 mesi, 8 giorni, 14 ore, 35 minuti,  50 secondi….”;  ma ovviamente  quest’ultima  conta dei secondi continua subito inesorabilmente ad aumentare  ed a breve anche la conta  dei minuti  immediatamente precedente aumenterà e così via gradualmente anche le ore i giorni………

Una conta che la dice lunga sull’amarezza della Comunità agrigentina che assiste impotente al trascorrere del tempo, mentre le crepe,  che minacciano la stabilità dello storico edificio sacro in cui  Agrigento riconosce ed ha la sua identità, continuano pure lentamente ma inesorabilmente ad aumentare di ampiezza.

E sull’argomento, tanto e da più parti è stato detto e scritto! proprio sulla Cattedrale, sull’urgenza di apprestare i rimedi più efficaci, almeno, intanto,  per il preconsolidamento …. ! ma sino ad ore, a parte parole, promesse e passarelle, oltre a qualche documento cartaceo, nei fatti e concretamente, pare proprio nulla. Nulla di nulla !

Ed a parlare e dare la loro parola,  sono stati personaggi di primissimo piano,  dal Governatore uscente Rosario Crocetta, al  capo del Governo nazionale, allora in carica, Matteo Renzi, al  Ministro agrigentino, attuale responsabile del dicastero degli Affari esteri, Angelino Alfano, al Sindaco Firetto, alla vice-presidente della regione Mariella Lo Bello, ecc….. ed altri.

Nulla ancora di concreto sul piano esecutivo per avviare la messa in sicurezza del sacro edificio, costruito da S. Gerlando in sei anni e probabilmente consacrato dal santo vescovo verso gli anni 1093-1095. Cattedrale dedicata da S. Gerlando a  Maria Vergine Assunta in cielo, a S. Giacomo Maggiore – (perché Agrigento era tornata cristiana dopo la cacciata degli arabi da parte dei Normanni proprio nel giorno ella festa dell’apostolo, il 25 luglio 1086) – ed  a tutti gli altri Apostoli.

Ricordi storici e richiami che provocano tanta amarezza ! e che  la commemorazione liturgica  del 6 settembre ogni anno  pone bruscamente all’attenzione,  in un misto anche di speranza e preghiera.

Amarezza perché si è davanti alla  prova più eclatante dei mali che provoca la politica parolaia, della quale la Cattedrale di Agrigento, tra i monumento storico-artistici,  è forse  la vittima più illustre.

Politica parolaia che,  vedi caso, a  rileggere le cronache di meno di un anno fa, proprio ad Agrigento, esattamente lo scorso ottobre da Matteo Renzi, capo del governo allora in carica,  riceveva la più clamorosa condanna. E questo nello scenario stupendo della meravigliosa Valle dei Templi, davanti al tempio della Concordia, con testimoni d’eccezione,  come il Ministro Alfano, il governatore Crocetta, il Sindaco Firetto e lo stesso nostro arcivescovo-metropolita card. don Franco Montenegro,  mentre veniva firmato il Patto per la Sicilia, di cui nessuno parla più.

E malgrado tutto, vogliamo dire con forza che  non  è consentito a nessuno arrendersi, alzare  bandiera bianca e dire che nulla si può fare ! ognuno deve fare  la sua parte !  anche il semplice fedele e/o cittadino che  vuole vivere responsabilmente la sua cittadinanza in  questa martoriata terra agrigentina.

Fare la propria parte, interrogandosi come, non escludendo la possibilità di penalizzare nel modo più efficace la politica parolaia.

Che,  in questo come in altri campi,  si limita solo alle parole. E  talvolta evita anche  quelle, quando magari si tratta di assurdi ed  immorali sperperi di pubblico denaro.

Diego Acquisto