Porto turistico abusivo, chieste 4 condanne e un’assoluzione

Il procuratore generale ha chiesta la condanna a 2 anni e 8 mesi di reclusione per il dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Licata, Vincenzo Ortega; 1 anno e 6 mesi per Luigi Francesco Geraci, 76 imprenditore di Sommatino, titolare della società “Iniziative immobiliari” che ha realizzato il progetto, con l’accusa di abusi legati alla costruzione del porticciolo turistico di Licata, e 10 mesi ciascuno per Andrea Occhipinti, 51 anni, a capo del dipartimento finanziario, e Giuseppa Maria Pia Amato, 61 anni, responsabile del Suap.

Chiesta l’assoluzione, infine, per Bartolo Consagra, 45 anni, condannato in primo grado per occupazione di area demaniale. In primo grado, nel processo svoltosi con il rito abbreviato, il giudice del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli aveva scagionato l’ex dirigente Vincenzo Ortega, accusato di abuso d’ufficio in quanto, stando all’accusa, aveva favorito l’imprenditore Geraci, permettendogli di eludere circa 7 milioni di euro di oneri concessori a danno del Comune di Licata.

Quest’ultimo è l’unico condannato, per “occupazione di suolo pubblico”. L’inchiesta, nata da una denuncia dell’associazione A Testa Alta, riguardava la costruzione del porto, poi sequestrato nel 2014 e le strutture accessorie: camere, parcheggi, area ristorazione e spiagge private, costruite come “opere di urbanizzazione primaria”. I giudici della Corte di appello hanno poi rinviato l’udienza al 19 gennaio per le arringhe dei difensori.