Perseguita da anni una donna: 26enne finisce ai domiciliari

Concessi gli arresti domiciliari all’agrigentino S.R., di 26 anni, che era stato raggiunto alla vigilia di ferragosto, dalla misura cautelare della custodia cautelare in carcere, con l’accusa di stalking. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Palermo, accogliendo la richiesta dei legali difensori, gli avvocati Maria Rosa Concetta Bonanno e Arnaldo Faro. L’indagato si era invaghito di una quarantenne di Agrigento, conosciuta all’incirca 5 anni addietro, e che aveva sempre respinto le avances amorose, anche di natura sessuale dell’uomo. La vittima aveva già provveduto a denunciare il giovane una prima volta nel 2018, per il reato di minaccia, il cui processo sarà celebrato all’udienza prossima del 23 settembre.

Nonostante questo il 26enne era ritornato alla carica recentemente, con appostamenti e pedinamenti nel percorso tra casa e lavoro, stazionamenti per ore fuori dal luogo di lavoro, e chiamate continue anche in ore notturne al cellulare della donna. Ed anche importunando persone legate a lei ora da amicizia, ora da rapporti di lavoro. Infatti in una occasione S.R., aveva rubato il casco ad un amico della donna, per danneggiarglielo, per poi depositarlo nottetempo nei pressi della abitazione della vittima, e in un altra occasione aveva avvicinato l’avvocato della donna per indurla a persuadere la sua cliente a rimettere la denuncia.

In un primo momento all’uomo era stata applicata la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa ed ai suoi amici, ma lo stesso aveva rifiutato di indossare il presidio elettronico. E la misura cautelare su richiesta della Procura era stata aggravata, con provvedimento del Gip, che prima applicò il divieto di dimora ad Agrigento, e poi la custodia cautelare in carcere, dopo che l’uomo era stato notato ai primi dello scorso agosto, a pochi metri dal luogo di lavoro della quarantenne.

I legali del 26enne, rivolgendosi al Tribunale della Libertà, che ha accolto il loro ricorso, hanno sostenuto l’erroneità del provvedimento cautelare della carcerazione, dovendosi prediligere, per il criterio della gradualità, la misura meno afflittiva degli arresti domiciliari.