Non studiano e non lavorano, giovani in Sicilia situazione drammatica

Giovani, Sicilia ultima ruota del carro Lavoro e formazione: divario drammatico. Peggio solo la Guyana francese.

L’acronimo «Neet» indica persone «Not in education, employment or training», cioè giovani di età compresa fra i 18 e i 24 anni che non studiano e non cercano lavoro o che non sono inseriti in un percorso scolastico o formativo. Secondo gli ultimi dati elaborati a livello regionale dall’Eurostat, l’isituto europeo di statistica nel suo Regional Yearbook 2017 pubblicato e consultabile a questo indirizzo http://ec.europa.eu/eurostat/en/web/products-statistical-books/-/KS-HA-17-001, la Sicilia si trova tra le prime posizioni su oltre 200 regioni europee analizzate per l’alto tasso di Neet, e purtroppo non è in questo caso un motivo di pregio. Più alto è il tasso di Neet, più elevato è il numero di giovani che sostanzialmente non hanno occupazione, non la cercano né sono inseriti in un programma di formazione o di inserimento lavorativo: da un punto di vista socio-economico praticano loro malgrado una specie di “bivacco” trovandosi in una specie di limbo sociale di nulla facenti. Peggio della nostra isola, dove i giovani Neet rappresentano il 41,4%, solo la Guyana francese (con una percentuale del 44,7%) e la regione bulgara di Severozapaden (con una percentuale del 46,5%). Tra i Paesi dell’Unione Europea, dove la media dei Neet è del 15,2%, l’Italia si conferma poi quello con la quota più elevata (il 26%) e a livello nazionale c’è un enorme divario tra le regioni del Sud e quelle del Nord Est, rispettivamente 36,6% contro il 16%. Un dato sconfortante che conferma le criticità della nostra regione, attanagliata dagli annosi problemi della disoccupazione e dello mancato sviluppo. A ciò si aggiunga che, oltre al dato strettamente statistico-economico, l’alto tasso di Neet delinea una generazione di giovani molto demotivati e senza stimoli per la ricerca di un impiego. Non a caso, l’Italia è il Paese con il maggior numero di regioni dove meno del 50% di giovani laureati ha un lavoro stabile. In Europa invece il 71,4% di chi ha terminato l’università trova un’occupazione stabile, mente in Italia appena il 44,2%, e ancora peggio ne Sud con una percentuale del 26,7%. I dati Eurostat inoltre confermano inoltre per il Sud Italia l’alto tasso di disoccupazione: Calabria, Sicilia, Campania e Puglia sono fra le realtà territoriali in Europa in cui lavora meno di una persona su due fra i 20 e i 64 anni. Infine, dati negativi sull’utilizzo del “digitale” diventato oramai indispensabile per la maggior parte delle professioni e delle imprese: nel Sud Italia e nelle isole solo il 57,5% dei cittadini fra i 16 e i 74 anni usa regolarmente Internet, quasi 20 punti percentuali in meno rispetto alla media dell’Unione Europea del 79%.