Morte giornalista malaria non diagnosticata: due medici a processo

Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha disposto il rinvio a giudizio di due medici, accusati di omicidio colposo nell’ambito dell’inchiesta per la morte di Loredana Guida, la giornalista e insegnante di 44 anni deceduta il 28 gennaio dell’anno scorso, a causa della malaria. A processo vanno Gioacchino Brucculeri, medico in servizio alla Guardia medica e Maurilio Castelli, sanitario in servizio al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. La malattia tropicale, secondo quanto ipotizza l’accusa, sarebbe stata curata dai medici come influenza stagionale, nonostante la paziente avesse detto e ribadito di essere da poco rientrata da un viaggio in Africa.

La posizione di Francesco Sciortino, medico curante della donna, e’ stata stralciata per un vizio procedurale: la Procura non ha dato seguito alla richiesta della difesa di disporre l’interrogatorio dopo l’avviso di conclusione delle indagini. A Castelli, in particolare, si contesta di non avere sottoposto la paziente ad un’accurata anamnesi e, soprattutto, di non avere eseguito un test rapido per la malaria nonostante Loredana Guida avesse detto in fase di triage di essere stata in Africa. Sciortino, invece, pur sapendo del viaggio in Nigeria, le avrebbe prescritto la terapia per l’influenza. Brucculeri, infine, a seguito del suo accesso in guardia medica il 19 gennaio, avrebbe omesso di “indirizzare la paziente verso un’adeguata struttura di emergenza nonostante le condizioni critiche”.

I familiari si sono costituiti parte civile con l’assistenza dell’avvocato Daniela Posante, dalle cui denunce e’ stata avviata l’inchiesta.