Mafia, clan voleva lanciare lista civica alle elezioni: otto arresti

L’ultima indagine antimafia della Dda e dei carabinieri, che stanotte ha portato a 8 arresti, ha svelato il progetto lanciato da un gruppo di boss della provincia di Palermo, precisamente di Misilmeri, per le elezioni amministrative che dovevano tenersi in questi mesi.
A capo un nome storico di Cosa nostra, Salvatore Sciarabba, già arrestato per mafia. Le indagini coordinate dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dai sostituti Gaspare Spedale e Bruno Brucoli hanno registrato in “diretta” i summit di mafia. In uno di questi, tre anni fa, si parlava di politica, ma si guardava anche al 2020.

I boss volevano avviare un vero e proprio percorso per creare la loro lista. “Voglio fare una bella lista civica, senza partito una lista con i cristiani giusti, se no non fai niente”.

Così l’ideologo del clan, Domenico Nocilla, che aveva lanciato l’idea della formazione civica. A Misilmeri i boss puntavano tutto sulla lista civica, che poi però non si è realizzata perché a fine 2018 il blitz “Cupola 2.0” ha portato in carcere i mafiosi protagonisti della riorganizzazione dei clan, e fra questi anche alcuni uomini d’onore della provincia: Filippo Bisconti, coreggente del mandamento assieme a Sciarabba, che ha poi scelto di collaborare con la giustizia; Vincenzo Sucato, reggente della famiglia di Misilmeri, è stato invece il primo detenuto morto per Covid in carcere.

Adesso, il nuovo blitz. I provvedimenti riguardano: Salvatore Sciarabba, Claudio Nocilla, Stefano Casella, Giuseppe Bonanno e Alessandro Imparato. Un sesto provvedimento è per Carlo Noto, l’imbianchino che ospitava a casa sua i summit del clan di Misilmeri: dal 2018, risulta emigrato per motivi di lavoro degli Stati Uniti, non è stato possibile arrestarlo. Ai domiciliari sono andati invece Giuseppe Rizzo e Giuseppe Contorno.