Legge 104: lavoro congiunto di USP, INPS, Digos e Magistratura. Indignato il Sottosegretario all’istruzione, Faraone

Lavoro attento e certosino per l’Ufficio Scolastico Provinciale di Agrigento, che ha chiesto ed ottenuto che venissero controllate circa 1.700 persone nella prima fase dell’inchiesta sulle 104. Le verifiche, effettuate dopo dall’Inps, sono state continuative. “Dall’inizio di aprile sono stati controllati anche gli ultimi nominativi segnalati. La commissione medica li ha convocati per le visite e l’esito definitivo, anche se di assenza ingiustificata, verrà comunicato ufficialmente all’ufficio scolastico. Così come viene comunicata, eventualmente, la riconferma del beneficio. Di fatto però si è notato che richieste del genere ne arrivano sempre di meno. Il messaggio è dunque passato”.

“Qui facciamo sul serio ed è giusto che abbia la precedenza soltanto chi ne ha diritto”, sostiene il presidente provinciale dell’Inps di Agrigento, Gerlando Piro rilasciando un’intervista al Giornale di Sicilia. “A circa un terzo dei sottoposti a visita, continua Piro, non è stato confermato il diritto. Sono 400 le revoche delle sedi ottenute grazie alla precedenza prevista dalla legge 104.  Docenti e personale Ata sono stati già “rispediti” alla sede scolastica dove erano stati originariamente assegnati. Ed il “fascicolo” di ogni provvedimento di revoca è stato mandato alla Procura affinché ogni singola posizione venga vagliata dagli inquirenti. Già sono scattate due fasi”.

Su 1.200 pratiche visionate, dovrebbero essere circa 400 i benefici di legge revocati, dunque ad un terzo di coloro che sono stati nuovamente sottoposti a visita non è stato riconosciuto quanto documentato in precedenza. Proprio in questi giorni è scattato un altro filone di indagini, che ancora una volta vede coinvolto anche il personale scolastico.

“Approfittare illecitamente della legge 104, nata per venire incontro alle famiglie che devono assistere una persona cara, è una cosa indegna”: è il commento del sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, alla nuova inchiesta della procura di Agrigento.
“Questo terzo filone di indagini – ricorda Faraone – ha preso le mosse dall’approfondimento di fascicoli dell’Ufficio scolastico territoriale di Agrigento, che da subito ha collaborato per estirpare questa cattiva prassi fortemente radicata nel territorio, soprattutto nel settore della scuola. E credo sia il segno di quanto la scuola sia sana e abbia al suo interno anticorpi per debellare furbetti che fanno un uso distorto di una legge che invece dovrebbe tornare ad essere una legge di civiltà. Come Ministero ci siamo scagliati da subito contro questa che definisco una vera e propria vergogna, abbiamo avviato un monitoraggio in tutto il Paese e stiamo collaborando con la magistratura e con l’Inps per stanare chi dichiara il falso pur di lavorare vicino casa ai danni dei colleghi e degli studenti”.

“L’abuso di una legge fondamentale e di profondo senso civico rischia di arrecare danno anche a chi, invece, la usa correttamente. Siamo al fianco della magistratura nella ricerca e nell’attribuzione di responsabilità. Saremo sempre al fianco della scuola, quella buona, che garantisce la didattica e tutela la sua classe di insegnanti. Saremo inflessibili nei confronti di chi danneggia l’intero sistema di istruzione”, conclude Faraone.