La DIA ascolta e registra: Ti do tutto il “matriali” ma il conto devi chiuderlo

«Ti do tutto il “matriali” ma il conto devi chiuderlo». Le intercettazioni pubblicate dalla carta stampata.

«Io prendo il “matriali” (la droga) e poi se vuoi, ti do tutto il “matriali” che vuoi, però il conto me lo devi chiudere». L’estinzione dei debiti era la condizione per il gruppo di pusher per ulteriori forniture di sostanze stupefacente. Un grosso numero si riforniva di cocaina, anche a cadenza settimanale, dai fedelissimi del boss Antonio Massimino.

In tanti avevano accumulato debiti per svariate migliaia di euro, ma il clan di Agrigento e Villaseta, non si tirava mai indietro per nuovi rifornimenti. L’8 febbraio del 2016, il personale della Dia ascolta l’incontro tra Giuseppe Messina e Attilio Sciabica. Il primo gli chiede di estinguere il debito:

«A me servono i soldi perché non posso prendere niente più». Sciabica promette di consegnare del denaro entro la settimana. «Questa settimana ti porto altri, si, ma a me la devi dare …inc… pura compà».

Messina: «però devi consegnare tutti i soldi Attiliù, non mi raccontare minchiate…fatteli prestare e poi ti do tutto il “matriali che vuoi»; Sciabica: «a me interessa…me la dai…io la mischio…e ci faccio il doppio…non ci vado sotto». Successivamente gli investigatori ascoltano un “siparietto” tra lo stesso Giuseppe Messina, e Francesco Vetrano. Messina: «e minchia… tutti “Bamba” (cocaina) cercano»; Vetrano: «tutti come i disperati…minchia… come se Dio….fosse come il pane». Poi i due fanno il punto della situazione.

La Dia ascolta e registra. Vetrano: «vabbè dai…come minchia vuole… non dobbiamo ascoltare a nessuno»; Messina: «ogni volta per trovare a qualcuno… quello … Attilio lunedì… già me l’ha detto… Germano… alle nove e mezza… William alle otto e mezza… Franco non si trova… l’unico alle cinque e mezza Alessandro»; Vetrano: «Alessandro che vuole…? »; Messina: «cocaina… e un pezzo… buono… buono …

(Fonte LA SICILIA)