Isola ecologica di Fondacazzo, Legambiente: “La misura e’ colma”

“Sembra che Agrigento stia andando lentamente “fuori rotta”. Chi in questi mesi ha utilizzato l’isola ecologica  di c.da Fondacazzo si è più volte chiesto: ma che stanno combinando”. Lo dichiara il presidente del circolo Rabat Legambiente Agrigento, Daniele Gucciardo: “Lo spostamento dell’isola ecologica dal piazzale Ugo La Malfa a c.da Fondacazzo più che risolvere il problema del decoro urbano sembra essere stata una scelta legata all’esigenza di nascondere “la polvere sotto il tappeto”, di celare alla vista della cittadinanza le difficoltà legate alla corretta gestione. Il senso di precarietà che trasmette la sistemazione complessiva dell’area non giova al mantenimento in condizioni decorose dell’isola. Mancano le dotazioni minime che dovrebbero essere presenti sui  luoghi di lavoro, come ad esempio: servizi igienici e box per riparo dalle intemperie. Invece gli operatori sono costretti ad utilizzare degli ombrelloni per ripararsi dal sole e dalla pioggia, per i bisogni corporali non occorre molta immaginazione.

Le isole ecologiche non sono dei semplici piazzali dove collocare dei contenitori dei rifiuti e lasciare che le operazioni vengano svolte  senza alcuna regolamentazione, anche nell’isola ecologica valgono le regole della raccolta differenziata dei rifiuti, capita invece che cumuli di carta – come è avvenuto ieri – vengano mescolati a stracci di tessuto, rendendo di fatto  indifferenziato tutto il rifiuto. La misura è davvero colma, abbiamo atteso in  questi mesi che si superassero le prime fasi di riavvio dell’isola ecologica, ma adesso è chiaro che la sua gestione è disastrosa. Se con approssimazione vengono conferiti e separati i rifiuti al suo interno durante l’orario di apertura, quando l’isola chiude i propri cancelli la situazione precipita ulteriormente, poiché gli “sporcaccioni” trasformano gli spazi esterni in discariche abusive. L’inciviltà di alcuni non può comunque essere utilizzata come un alibi, l’amministrazione comunale deve adoperarsi per impedire che ciò accada: occorre predisporre la video sorveglianza, organizzare il pattugliamento con vigili urbani, promuovere un coordinamento interforze (polizia, carabinieri, corpo forestale, polizia provinciale) che punti a reprimere l’abbandono di rifiuti considerato che si tratta di un reato.”