Iniziative sul contrasto al racket e all’usura.

Lunedì 29 e martedì 30 novembre, si sono tenute due giornate di riflessione sulle tematiche del contrasto all’usura e al racket delle estorsioni promosse grazie alla forte sinergia tra la Prefettura di Agrigento, la Legione Carabinieri Sicilia ed il Comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri di
Agrigento. Lunedì mattina, nell’Auditorium “Rosario Livatino” del Polo Universitario di Agrigento, è stato organizzato un momento di riflessione su tali tematiche che costituiscono una vera e propria piaga sociale e sull’andamento dei fenomeni estorsivi ed usurari in questa provincia.
All’incontro, che ha visto la partecipazione del Commissario del Governo per il Coordinamento delle Iniziative Antiracket ed Antiusura, Prefetto Giovanna Cagliostro, e del Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, Generale di Brigata, Rosario Castello, hanno preso parte i rappresentanti delle Forze di Polizia, l’Arcivescovo di Agrigento, i Sindaci, i rappresentanti delle Associazioni antiracket, degli ordini professionali e gli studenti degli Istituti Superiori. Dopo i saluti del Presidente del Consorzio Universitario, del Prefetto di Agrigento e del Comandante della Legione Carabinieri di Sicilia i presenti hanno potuto prendere parte all’esibizione della Fanfara del 12º Regimento Carabinieri di Sicilia di Palermo e alla proiezione del docu film “L’abbraccio”, Storia di Antonino e Stefano Saetta del regista Davide Lorenzano,
presente anch’egli in Aula. Nel suo intervento, al termine della proiezione, ha spiegato come il suo film, attraverso il genere delle scelte narrative operate – il documentario che si unisce alla grafic nouvelle animata – si rivolge non solo ad un pubblico di adulti, ma anche ai giovani, per raccontare la storia del magistrato Antonino Saetta, Presidente di Corte di Assise
di Appello di Palermo, assassinato dalla
mafia insieme con il figlio Stefano sulla SS640 il 25 settembre 1988. L’evento si è concluso con la Lectio Magistralis del Prefetto Cagliostro in materia di antiracket ed
usura e con gli interventi degli studenti che hanno rivolto alcune domande al Commissario
Straordinario. Il Prefetto Cagliostro nella sua Lectio ha messo in risalto quella che è l’azione dello Stato in aiuto delle persone che denunciano ma anche quelle che sono problematiche ancora aperte in materia.
Ha illustrato ai ragazzi l’iter dell’istruttoria molte volte lunga e farraginosa, segnata da lungaggini burocratiche, ma anche il progetto di riforma per stringere i tempi istruttori attraverso una piattaforma informatica in grado di far dialogare tutti i protagonisti del procedimento, perché la vittima che denuncia – ha proseguito – non ha né tempo né voglia di aspettare la burocrazia, nel momento in cui

cide di denunciare ha bisogno di risposte concrete e di una forte presenza dello
Stato che infonda fiducia.
Nel pomeriggio, al Comando provinciale dei Carabinieri di Agrigento, l’Associazione
antiracket SOS IMPRESA ha svolto una specifica sessione di formazione rivolta agli appartenuti all’Arma a cui ha presenziato il Commissario del Governo, Prefetto Cagliostro.
Nella mattinata odierna, l’evento si è spostato a Canicattì, dove dopo la visita al cimitero comunale per rendere omaggio alle tombe dei magistrati Rosario Livatino ed Antonino Saetta, è stata fatta visita alla “Casa della Memoria”, residenza del giudice Livatino, proclamato Beato; nell’occasione
è stato sottoscritto un Protocollo di collaborazione tra l’Associazione antiracket SOS IMPRESA, il centro studi TEMI e l’Associazione “Casa Giudice Livatino” per favorire l’organizzazione di eventi ed attività culturali ed educative volte a promuovere la cultura della legalità e della solidarietà. Successivamente presso il Teatro Sociale Comunale, si è svolto, alla presenza delle Autorità, un incontro – dibattito promosso dall’Associazione SOS IMPRESA con gli studenti e gli imprenditori. Nell’occasione, il Sindaco di Canicattì ha comunicato l’intenzione del Comune di costituirsi parte
civile nei processi a carico di imputati di reati di estorsione ed ha annunciato che intende rendere disponibile un locale in uso al Comune quale centro di ascolto e punto di incontro per le vittime di usura ed estorsione, nonché la prossima adozione di una delibera di esenzione del pagamento dei tributi comunali per gli imprenditori che decidono di denunciare.
Particolarmente toccante è stata la testimonianza dell’imprenditore Michelangelo Mammana che ha raccontato la sua dolorosa esperienza di acquiescenza al racket e la sensazione di libertà a seguito della decisione di denunciare.
In collegamento dal Ministero dell’Interno, Valentina D’Urso ha riferito in merito alle opportunità e alle disponibilità finanziarie offerte dal PON Legalità alle associazioni antiracket. Nel suo intervento conclusivo ed in risposta alle domande degli studenti, il Prefetto Cagliostro ha ribadito, tra l’altro, i tre cardini sui quali si fonda l’attività di contrasto alle mafie e ai reati estorsivi e di usura: prevenzione, repressione e solidarietà, nella quale sono fortemente coinvolti i rappresentanti dello Stato, le Associazioni antiracket e la società civile.