Al teatro Posta Vecchia conclusa la rassegna sul cinema francese del John Belushi

Sullo schermo la foto di Lina Wertmüller, qualche attimo di silenzio e poi l’applauso spontaneo del pubblico in sala. L’omaggio alla prima donna nella storia candidata all’Oscar è l’epilogo della rassegna cinematrografica dedicata al cinema francese promossa e organizzata dall’Associazione Arci “John Belushi” di Agrigento.  

Cinque in tutto gli appuntamenti che hanno avuto come location il Teatro della Posta Vecchia, cominciati lo scorso 4 novembre con “Alice e il Sindaco” e terminati giovedì 9 dicembre con la proiezione del film “Ritratto della giovane in Fiamme” (in programma il 25 novembre ma poi rinviato a causa di un allerta meteo). Nel mezzo, il pubblico ha potuto apprezzare anche “I Miserabili”, “Roubaix, una lumière”, e “Tous les matins du monde”. Tutti i titoli sono stati sapientemente selezionati dal presidente Antonio Barone che ha interpretato la necessità di portare in Città quei lungometraggi che raramente trovano spazio nelle programmazioni ordinarie spesso imbrigliate da logiche di botteghino.

Nel solco del tradizionale format, la manifestazione è nata con l’intento di far scoprire la pluralità di voci del cinema d’Oltralpe, mettendo al centro della scena diversi spaccati del genere francese. Una panoramica di cineaste e attrici, volti noti ed esordienti, per offrire un’istantanea di un cinema creativo, vitale, plurale. A volte poliziesco, altre volte commedia e drammatico, spesso tutti questi generi inglobati nello stesso film.

In attesa della riapertura del Cinema Astor, chiuso al tempo della pandemia e storicamente sede di film d’autore, a rendere particolarmente interessante la rassegna è stata la presenza di un pubblico eterogeneo, che sfidando le sere tempestose che stanno caratterizzando questo periodo dell’anno, hanno voluto riappacificarsi col sentimento di condivisione. Un altro confortante segnale di una vita culturale di cui le persone si stanno riappropriando grazie alla campagna vaccinale e che la pandemia ha rivelato in tutta la sua centralità, tanto da essere mancata nei periodi di restrizione anche a chi era inconsapevole della sua importanza.