Fase2: Musumeci: “Distanze nelle spiagge un problema, più autonomia alle Regioni”

“Le distanze sociali nelle spiagge libere sono un vero problema, bisogna ammetterlo. Alcuni operatori balneari dicono che l’applicazione rigorosa delle indicazioni dell’Inail rendono assolutamente inutili la riapertura. Altro sono disponibili a rispettare alcuni limiti”. La ‘guerra del metro’, come è stata definita da più parti, approda anche in Sicilia, dove è attesa, tra questa notte e domani mattina, la nuova ordinanza firmata dal Governatore  Nello Musumeci. “Ma per firmarla aspetto le nuove linee guida del Governo – dice il Presidente della Regione  in una intervista all’Adnkronos – Insomma, bisognerebbe trovare una giusta soluzione per tutti”. Ma come? “Intanto – dice ancora Musumeci che ha appena finito una videoconferenza con il premier Giuseppe Conte – non dobbiamo dimenticare che siamo in piena emergenza epidemica. E, purtroppo la paura è scomparsa, la paura è finita. E questo è un dato di fatto. Dall’altro lato, ci aiuta a ricominciare a ripartire, a tornare alla normalità. Anche se la nostra normalità piena arriverà solo quando arriverà il vaccino, e purtroppo voci sempre più insistenti sostengono che in autunno il virus tornerà virulento e che le condizioni cambieranno tra qualche mese”. Se dovesse esserci un ritorno dell’aumento del contagio la Sicilia, dove i numeri non sono mai stati particolarmente allarmanti, sarebbe pronta? “Certo che è pronta – spiega Musumeci – ormai conosciamo il nemico, sappiamo come neutralizzarlo, non ancora come sconfiggerlo”.E, tornando ancora sulle distanze da tenere, Musumeci dice: “Oggi, con il Presidente Conte e i ministri Boccia e Speranza parlavamo proprio di questo. Può sembrare una distanza ragionevole quella di tre quattro-metri tra un ombrellone l’altro. Il tema è: una volta arrivati a mare chi pensa a fare mantenere le distanze? La spiaggia libera è davvero un problema e sarebbe un onere pesante per i Comuni farsi carico della gestione delle spiagge libere, me ne rendo conto. Ma c’è il rischio che senza vigilanza si possa vanificare ogni regola di cautela, quindi stiamo aspettando che da Roma arrivi una riproposizione di regole, insomma un protocollo che sia un po’ più flessibile, anche un po’ più ragionevole e capace di potere coniugare gli interessi che oggi appaiono contrastanti”. (Adnkronos)