Fa discutere la proposta del Presepio del neo-presidente Musumeci

elezioni regionali

Mentre continuano le polemiche  sull’esito delle recenti elezioni regionali, fa discutere la proposta del Presepio del neo-presidente Musumeci.

Ma si tratta di una proposta  di quasi due anni fa quando Musumeci era all’opposizione del governo regionale. Una proposta che nel pieno dei problemi di allora, (forse  adesso però  ancora più pressanti!), riguardava un argomento che sembrava non avere nulla a che fare con la politica, che infatti lo trascurava del tutto. La proposta di Musumeci, avanzata all’allora Assessore regionale alla Pubblica Istruzione Bruno Marziano, sollecitava l’allestimento di “un presepe in ogni scuola primaria dell’Isola per dare identità culturale ai nostri ragazzi nel tempo dello smarrimento”.

 

Una proposta caduta nel vuoto, ma che adesso da più parti viene ripresa sulla stampa  e ripresentata adesso a Musumeci, scelto dalla maggioranza dei siciliani che si sono recati a votare, come Presidente della Regione, con le recentissime elezioni.

 

Credo che lo smarrimento di cui Musumeci parlava nel 2015 continui, anzi forse si è aggravato e quindi la richiesta che quella proposta allora accantonata dal governo Crocetta, adesso venga coerentemente ripresa, per il prossimo Natale.

 

Ecco che cosa scriveva Nello Musumeci il 4 dicembre 2015: “La Sicilia  più di ogni altra regione italiana, è figlia della millenaria cultura cristiana e da noi il Crocifisso, prima di essere un simbolo di fede, è la testimonianza della civiltà occidentale. Sono certo che l’assessore senta il bisogno d’interpretare la gravità del momento ed invitare, con una circolare, i dirigenti scolastici ad adoperarsi per l’allestimento di un presepe, anche con il coinvolgimento delle famiglie degli scolari. Nessun alunno deve sentirsi obbligato a concorrere, specie se professante culti diversi da quello cristiano ma avere rispetto per le religioni degli altri, non significa doversi vergognare della propria”.

 

 Particolarmente sagge sembrano le ultime parole. Perché,  educarsi ed educare al rispetto dell’altrui religione è davvero assai  urgente e rigorosamente  doveroso da ogni punto di vista.

L’ iniziativa del presepio va proprio in questa direzione, oltre a servire da stimolo ad avere e manifestare il coraggio della propria identità. Anche manifestare coraggio risulta davvero importante nell’attuale contesto socio-culturale.

 

La discussione sul network più popolare continua ed è ancora aperta, registrando tanti “mi piace”, tanti  commenti e diverse condivisioni.

 

Tra i vari interventi, (qualcuno dei quali completamente stonato e decisamente fuori tema), trovo simpaticamente collegato al tema-presepio l’iniziativa lanciata da una persona attenta alle emergenze sociali come il noto cittadino favarese, docente in pensione, Vittorio Chirminisi che propone in aggiunta al presepio – un “panettone ad ogni bambino povero con papà disoccupato”.

 

Ma l’auspicio è che la semplicità del presepio,  ( uno dei simboli più affascinanti della nostra identità a livello largamente popolare,),   possa finalmente suscitare oltre alle  tante iniziative di solidarietà del passato, anche altre più importanti determinazioni, che davvero  vadano  ben oltre il panettone.

Determinazioni strutturali  prodotte da  quelli che la fiducia popolare ha scelto per gestire la cosa pubblica; chiamati per incidere stabilmente nel tessuto sciale, in maniera incisiva, efficace e concreta  a mettere in moto una vera e non effimera giustizia sociale.

Del resto diventa sempre più chiaro che la crisi economica, se non proprio prodotta, certamente è favorita ed aggravata dalla crisi dei valori, sicuramente non ultimi quelli religiosi che prepongono di mettere sempre al centro e comunque sempre la persona.

 

Diego Acquisto