Covid19, l’ira del sindaco di Messina dopo l’esodo al porto: “Stasera sarò lì e non farò passare nessuno”

 

A distanza di circa 12 ore dallo sbarco al porto di Messina di centinaia di persone nessuna spiegazione è ancora giunta alla stampa e alla popolazione siciliana. L’unica è arrivata stamani dal sindaco di Messina Cateno De Luca, che invoca a gran voce alle istituzioni locali e nazionali, che vengano presi immediati provvedimenti nei confronti dei nuovi “esodati”.

NON CI SIAMO DI NUOVO.

“Qua c’è qualcuno che gioca con la nostra vita e la nostra pazienza. Bene, la mia è finita! Sto preparando – dice De Luca in una nota stampa – una diffida contro il Governo nazionale, il Prefetto di Messina, di Reggio Calabria e dei Questori.

Insiste il primo cittadino di Messina. Vuole capire cosa sia successo realmente stanotte al porto di Messina. “Voglio la prova e il riscontro dei controlli fatti e li voglio entro stasera. Io oggi sarò lì, a costo di bloccare la nave”.

Il sindaco rivolge l’invito anche al Presidente Musumeci, di cui ancora si attendono risposte. “Basta con le proteste isolate- dice. Venga con me stasera sulla sponda dello Stretto. Non permetta a nessuno di giocare con la pazienza dei siciliani. Stasera, a costo di farmi arrestare per l’ennesima volta, non permetterò altri vergognosi esodi. Inoltre, farò un’ordinanza per bloccare il transito selvaggio delle persone sullo Stretto, in ottemperanza al decreto emanato ieri dai ministri Speranza e Lamorgese. Chi dovrà passare lo deve comunicare almeno 2 ore prima, per permettere i controlli e decidere se può transitare o stare fuori dalla Sicilia”.

E’ adirato De Luca anche nei confronti di Palazzo Chigi e in particolare nei confronti dei Ministri Speranza e Lamorgese, che allo scopo di contrastare il Covid-19, hanno messo appunto l’ennesimo provvedimento, che oltre all’art. 1 che prevede misure urgenti a evitare il contagio sull’intero territorio nazionale, dispone il divieto a tutti, di trasferirsi da un comune all’altro, sia con mezzi pubblici che privati. Per cui il principio è: dove siamo restiamo! – dice.

Si sente solo il sindaco di Messina, che prosegue così la sua invettiva contro le istituzioni nazionali: “Dovete smetterla di emanare provvedimenti se poi non avete la forza di farli applicare, perché è un’umiliazione per me che sono in trincea e non nei Palazzi dorati. È umiliante anche per chi continua a stare murato in casa”. dice.

“Cari ministri, prefetti e questori, organizzatevi – conclude De Luca – perché io stasera sarò lì, a non fare passare nessuno. Non ci lasceremo più prenderci in giro: si deve realmente schierare l’esercito sulle sponde dello Stretto”.