Covid-19, nel capoluogo siciliano centinaia di furti e rapine ai danni delle persone che vanno a fare la spesa.

Che in una città come Palermo ci siano giornalmente decine se non centinaia di piccoli furti o rapine, è un dato che non ci dice nulla di nuovo dal momento che Palermo è una città che subisce da molti anni fenomeni di microdelinquenza.

Il dato che però sta destando un   allarme generale fra le forze dell’ordine e gli stessi cittadini riguarda il coronavirus. Da diversi giorni, infatti, si stanno  moltiplicando a dismisura  nuovi tipi di furti o rapine. Decine di denunce al giorno sono state sporte da cittadini che una volta fatta la spesa,  usciti dai supermercati vengono avvicinati da una o più persone e derubati delle buste della spesa.

La notizia di quanto accade a Palermo dove abbiamo potuto sapere con certezza quanto sta succedendo, al momento sembra non stia uscendo in tutta la sua importanza anche perché probabilmente   si sta cercando di non creare il panico.

A pagare di più sembra siano le donne sole ma non solo  donne che vanno a fare la spesa e meglio ancora se sono a piedi. In città è facile avere un mini market a pochi metri da casa e quindi è normale scendere a piedi per comprare qualcosa da mangiare. Il dato la dice tutta sulla situazione di degrado assoluto che si sta raggiungendo e chiaramente, è solo questione di tempo e anche in una città come Agrigento e nel resto d’Italia potrebbero iniziare problemi del tutto simili.

Il perché è abbastanza chiaro; quante persone a Palermo e anche in buona parte di tutto il meridione sbarcano il lunario non lavorando regolarmente. Secondo uno studio dell’istat sarebbero diversi milioni. Ma non lavorare regolarmente cosa significa.  Ad esempio  fare un mestiere del tipo cameriere ma non assunto regolarmente o con contratti di lavoro borderline oppure fare l’operaio che lavora saltuariamente per qualche azienda ma poi, ci sono persone che lavorano totalmente in nero perché non sono mai riuscite a fare diversamente, per mentalità, per scelta o perché altrimenti, non riuscirebbero a guadagnare un euro.

Ecco, tutti questi lavoratori insieme a tanti altri che in tempi di normalità riescono a guadagnare qualcosa da quando c’è il coronavirus con l’obbligo di rimanere a casa, non stanno guadagnando nulla e quindi alcuni di loro stanno arrivando a delinquere per potersi procurare cose da mangiare. Fino ad  oggi certe scene si sono viste solamente in alcuni film catastrofici ma se non si trova una soluzione per garantire tutti o si possa tornare a una normalità nel potere uscire potremmo  vivere tutti come si sta vivendo a  Palermo, dove squadre di ladri e rapinatori stanno seminando il panico fra la popolazione indifesa e inerme.

E quando le persone non andranno più a fare la spesa per paura di essere derubati cosa accadrà? È molto chiaro che la situazione è veramente al limite anche se probabilmente, i ministri del nostro governo sanno bene quello che sta succedendo a differenza della  stampa perché è di qualche giorno fa la notizia che il ministro Provenzano ha parlato chiaramente di lavoratori in nero che potrebbero creare problemi.

Ecco la sua dichiarazione: “L’economia meridionale ha una vasta zona grigia di sommerso che ha riflessi anche sull’economia legale“. Finora, chiaramente, le misure del governo a sostegno dei lavoratori hanno riguardato l’emerso. Ma, sentenzia Provenzano, “se la crisi si prolunga, dobbiamo prendere misure universalistiche per raggiungere anche le fasce sociali più vulnerabili: le famiglie numerose, oltre a chi lavorava in nero. Non basta la cassa integrazione in deroga per gli artigiani“.

ELIO DESIDERIO