Coronavirus, a Lampedusa i malati oncologici non possono fare gli esami

A Lampedusa i malati oncologici non possono fare gli esami periodici a causa del coronavirus ma il problema è in via di risoluzione grazie a dei benefattori.

Lampedusa. Da quando impera il problema covid19 i malati oncologici di Lampedusa e di Linosa non possono fare esami periodici e terapie negli ospedali del nord dove erano in cura e neanche in quelli siciliani, i tempi di attesa per gli accertamenti superano i sei mesi. È partita così una campagna di aiuto. Il primo a evidenziare il problema è stato Tony Colapinto, giovane attore lampedusano direttore e insegnante di una nota scuola di teatro palermitana già impegnato per essere il promotore della raccolta di firme,  per portare una nave che consenta ai migranti che arrivano a Lampedusa di potere passare il periodo di quarantena a bordo.

” Stiamo lavorando su diversi fronti, – ha spiegato Tony Colapinto  – ma non avrei mai immaginato che a causa del coronavirus decine di malati oncologici sono di fatto bloccati a Lampedusa e non possono fare terapie e gli accertamenti di routine previsti; tac, risonanze  pet o analisi del sangue. Con delle comunicazioni ufficiali, gli ospedali dove questi malati periodicamente andavano, è stato notificato loro  che a causa della emergenza coronavirus sono interrotte visite, accertamenti e altri esami diagnostici. È chiaro che per un malato oncologico interrompere la terapia o non potere fare i controlli previsti significa solo una cosa, rischiare la vita. Sono due le figure che si stanno interessando a questi nostri sfortunati concittadini.

Una si sta prodigando per trovare una struttura sanitaria in Sicilia che possa consentire di fare tutti gli esami e le terapie ai malati in tempi brevi mentre un’altra, ha già messo a disposizione  i fondi necessari per l’acquisto dei biglietti aerei e le spese di vitto e alloggio. Purtroppo, – ha continuato Colapinto  – per noi lampedusani anche per fare una semplice visita medica, occorrono molti soldi per i biglietti aerei, per alberghi e per il vitto.

Non è uno scherzo e le famiglie che hanno in seno un malato oncologico lo sanno bene. L’amministrazione comunale riesce a rimborsare i soldi necessari per i biglietti aerei ma ora è tutto diverso. La crisi economica è già arrivata a Lampedusa, soprattutto da quando abbiamo capito che quest’anno non potranno arrivare turisti  dal nord dell’Italia che poi, sono la quasi totalità di quelli che riempiono l’isola ed è per questa infausta previsione, che già ci sono problemi economici notevoli”.

A Lampedusa, da più di una settimana grazie anche ai social, è partita la campagna per trovare tutti i malati oncologici che hanno bisogno di cure e  accertamenti. Dirette su fb, hanno coinvolto centinaia di isolani che hanno segnalato tutti coloro i quali stanno vivendo il problema. ” Ne abbiamo trovati diversi – ci ha detto Giuseppe Costa, noto imprenditore turistico di Lampedusa – per problemi di privacy non riuscivamo ad avere un elenco completo dei malati oncologici ma grazie alle dirette che abbiamo fatto per giorni sui social credo che li abbiamo trovati tutti.

Ora, stiamo attendendo il via libera dalla persona che si sta interessando per trovare una struttura sanitaria in Sicilia che possa garantire ai malati lampedusani le cure e gli accertamenti necessari.

Il presidente della Regione Musumeci non so se sa di questo problema ma sono certo che quando lo saprà, anche lui ci darà una mano. I nostri malati oncologici non sono molti e potrebbero partire tutti nella stessa giornata in modo da fare tutto molto velocemente. Questo maledetto coronavirus sta mettendo in difficoltà tutti; meno male che ci sono persone che ci stanno dando una mano ma che nel contempo,  ci hanno chiesto di potere rimanere nell’anonimato”. ELIO DESIDERIO