Coronavirus, 30 ristoratori di Agrigento aderiscono alla giornata di sensibilizzazione

“Paghiamo tasse su tasse e nessuno si è ancora preoccupato di quello che dirci cosa succederà con gli affitti e le utenze. Siamo chiusi da due mesi e non possiamo spendere altri soldi. Il fatto che ci autorizzino a riaprire non significa che saremo in condizioni di farlo. Quindi diciamo no ad una modalità di riapertura che ci porterà a fallimento sicuro”. È questa la motivazione, figlia dell’emergenza Covid-19 e della imminente Fase 2, che ha spinto diversi esponenti del mondo della ristorazione nazionale a dire “basta” e a scendere in piazza.

È nata così “Risorgiamo Italia”, manifestazione di protesta organizzata dai movimenti di imprenditori del mondo HO.RE.CA e dei Locali di Pubblico Spettacolo uniti per la prima volta nella storia del settore.Trenta ristoratori di Agrigento e San Leone hanno aderito alla giornata di sensibilizzazione. Nei giorni 28 e 29 aprile, simbolicamente, saracinesche alzate e luci accese di ristoranti e pub per dire ‘NO’ alle norme del Governo.

“Noi vogliamo rispetto. In questo periodo così complicato dove questo Virus ha cambiato le nostre vite, annullando tutti i rapporti interpersonali e danneggiando le persone nelle loro certezze e nelle loro speranze. Siamo un gruppo di cosiddette partite Iva, aziende che rappresentano la gran parte del tessuto connettivo della nostra economia, che danno lavoro a tante persone. Persone, che hanno famiglie, che, mai come in questo momento, hanno bisogno di aiuto, di supporto, di attenzione, ma anche di fatti concreti e di impegni da parte delle Istituzioni”, dicono i titolari dei ristoranti”.