Città sott’acqua, di chi la colpa?

Questa volta ci è andata bene. Ma ammettiamolo, ce l’abbiamo messa tutta perché si potessero verificare fatti gravi. Per fortuna tutto è andato bene, almeno per oggi. Ma purtroppo non è ancora finita. Mercoledì  la situazione potrebbe anche essere peggiore visto che è stato preannunciato un’allerta meteo arancione. Un allarme che oggi è mancato mettendo a rischio persone e cose. Non eravamo infatti pronti ad affrontare una giornata di maltempo come questo. Strade allagate, scale trasformate in fiumi, rami caduti e fango e oggetti vari trasportati a valle. Evento eccezionale potranno dire gli amministratori, ma non sarebbe la verità. Manca infatti la prevenzione e soprattutto la manutenzione. Cominciamo col dire che ormai sappiamo tutti che il caldo eccezionale e le piogge torrenziali non sono più eventi eccezionali. Dire questo significa che non abbiamo capito nulla del cambiamento climatico, di Cop26 e della protesta di Greta Thumberg. Abbiamo visto cos’è successo a Catania, Siracusa, in Sardegna. Non possiamo più parlare di evento imprevisto. Purtroppo è prevedibile. E in questi casi occorre il massimo impegno per evitare che si verifichino fatti gravi. Intanto occorre la manutenzione delle strade, delle caditoie e delle condotte delle acque bianche. Poi occorre controllare gli edifici a rischio, intervenendo fin quando possibile o inibendo la zona alle persone. Infine predisporre un percorso delle acque in caso di forti precipitazioni e di intervento delle forze di soccorso in caso di necessità. Naturalmente di tutto questo non è stato fatto e non viene fatto nulla. Le caditoie della città ieri erano completamente otturate e nessuno le ha ripulite, nonostante siamo quasi a metà novembre e le piogge sono già cominciate. Tutto viene lasciato al caso e alla fortuna, che prima o poi potrebbe voltarci le spalle, nonostante i voti e la politica.