Cartello Sociale: “Servizio Idrico Integrato libro dei sogni o atto necessario?”

Il Cartello Sociale interviene in maniera decisa sulla situazione della gestione del servizio idrico in provincia di Agrigento. Con una nota stampa fa il punto sulla situazione di disagio suggerendo le soluzioni che potrebbero portare ad una gestione pubblica, efficiente ed economica. Attualmente, la nuova società sconta il problema legato alla mancanza di liquidità con la difficoltà di non poter garantire lo stipendio ai dipendenti e gli interventi in reti interne colabrodo. “Lo scorso 2 agosto – scrivono i componenti il cartello sociale- è iniziata la gestione del Servizio Idrico Integrato da parte della Azienda Idrica dei Comuni Agrigentini (AICA), Società Consortile che raggruppa i Comuni che hanno conferito reti e impianti e l’ex Consorzio del Voltano trasformatosi a suo tempo in S.p.A.. Sono rimasti fuori i Comuni che non hanno ancora consegnato reti e impianti, gli otto Comuni che hanno ottenuto la salvaguardia, il Consorzio Tre Sorgenti, nonché impianti e l’utenza che ancora fanno capo a Voltano S.p.A. Nonostante la salvaguardia, AICA dovrebbe comunque acquisire le risorse idriche eccedenti la dotazione dei Comuni della salvaguardia stessa che necessità di un adeguato approfondimento e della risolutezza necessaria se questa viene meno. L’Azienda AICA nasce dopo l’Interdittiva Antimafia che ha determinato oltre due anni e mezzo di commissariamento prefettizio e a seguito del mancato Concordato Preventivo al fallimento di Girgenti Acque e della controllata Hydortecne, solo perché la giusta risolutezza del Prefetto di Agrigento e del Giudice fallimentare che hanno dettato tempi contingentati e precisi, e non hanno permesso il continuo rimandare da parte di ATI e dell’Assemblea dei Sindaci dell’assunzione di responsabilità consequenziali alla delibera votata all’unanimità di gestione pubblica del servizio idrico integrato. AICA inizia le attività affittando dalla curatela fallimentare attrezzature, materiali, automezzi e sistemi informatici per tre mesi più tre, inoltre prende in carica il personale ex Girgenti Acque ed ex Hydortecne alle stesse condizioni precedenti. La Società Consortile sconta comunque la mancata dotazione di adeguato finanziamento pertanto non riesce a sopperire agli ingenti e indifferibili interventi per guasti, perdite, sversamenti e manutenzioni, alcuni dei quali risalgono a oltre un anno e mezzo. Subito vengono al pettine le problematiche del pagamento delle bollette elettriche e della fornitura di acqua da parte della società di sovra ambito oltre al pagamento degli stipendi che inesorabilmente si accumulano progressivamente. Inoltre le Aziende che si prestano a effettuare lavori per la Società AICA si rifiutano di effettuare lavori oltre una piccola soglia economica per timore di non essere pagate. Il finanziamento regionale promesso dal Governatore della Sicilia e dall’Assessore agli Enti Locali non arriva e l’Azienda è costretta a gestire le tante necessità con i proventi della bollettazione di fatture di acconto. E’ chiaro che alla Società AICA non c’è alternativa, pertanto occorre metterla prima possibile nelle condizioni di operare, dotandola dell’adeguato finanziamento. Riteniamo che la Regione Siciliana debba effettuare un finanziamento immediato, congruo, per evitare l’interruzione del pubblico servizio che si potrebbe generare dalla impossibilità di AICA di andare avanti e in una tale situazione di ulteriore disastro non potrebbe che intervenire la protezione civile e in ultimo l’esercito. Allo stesso tempo i Soci debbono provvedere con sollecitudine a deliberare il prestito finalizzato al finanziamento di AICA e farlo pervenire urgentemente. Siamo ancora in tempo per evitare situazioni di non ritorno. La grave situazione idrica e la penuria di acqua con gli invasi asciutti e i turni di erogazione diventati oramai insopportabili, esigono l’intervento immediato per riparare le perdite in condotta che sono sotto gli occhi di tutti e la ripresa della installazione dei contatori idrometrici con il passaggio delle forniture da forfettarie a misura. Occorre accelerare nel rifacimento delle reti obsolete e fatiscenti, in modo che entro due tre anni si riducano drasticamente le perdite in condotta per arrivare attraverso un crono programma a metter in pressione 24 ore su 24 le reti ricondizionate, evitando il fenomeno del passaggio dell’aria e migliorando in modo determinante la qualità dell’acqua distribuita, che sarà potabile al 100%. Il rifacimento delle reti dovrà interessare anche quelle fognarie e pertanto occorrerà intervenire nel controllo e alla lotta al fenomeno dello scarico delle acque nere nelle condutture delle acque pluviali. Tutti gli scarichi fognanti devono essere depurati, pertanto occorre con sollecitudine ripristinare ed ammodernare i depuratori esistenti e costruire quelli che mancano. La provincia di Agrigento non deve versare a mare una goccia di liquame non depurato; sarebbe importante ed educativo riutilizzare per fini irrigui e di concimazione, sia le acque depurate che i fanghi opportunamente trattati, utilizzando gli scarti come risorsa. Occorre dare certezze alle Imprese che collaborano con AICA, le gravi perdite economiche sofferte con le precedenti gestioni non devono ripetersi e anzi bisogna costruire una clima di fiducia e ottimismo che deve necessariamente fondarsi sulla serietà e nella determinazione di migliorare la situazione e sulle chiare e misurabili azioni conseguenti alle dichiarazioni di volontà. Solo se riusciamo a risolvere l’atavica grave arretratezza nell’adduzione, invasamento, trasporto, distribuzione e depurazione dell’acqua potremo dire di far parte di un consesso civile. Non ci sono più scuse, ci sono le risorse economiche occorre caparbiamente mettere la volontà necessaria alla risoluzione definitiva della problematica acqua e mettendo in campo una organizzazione che progetta realizza e mantiene in efficienza il sistema. Azioni: 1. Dotazione economica di AICA; 2. Conferimento di reti e impianti; 3. Riparazione straordinaria perdite idriche; 4. Rifacimento reti idriche e fognarie; 5. Adeguamento e ammodernamento impianti di depurazione; 6. Costruzione di impianti di depurazione mancati o inadeguati; 7. Ricerca e sviluppo di nuove sorgenti e fonti di approvvigionamento; 8. Installazione contatori idrometrici; 9. Passaggio delle utenze da forfettario a misura; 10. Messa in pressione delle reti 24 ore su 24; 11. Automazione e tele gestione di reti e impianti; 12. Controllo e pubblicizzazione della qualità delle acque distribuite; 13. Recupero delle risorse idriche e degli scarti; 14. Recupero e produzione di energia. 15. Interventi a favore dell’utenza disagiata.”

Sulla questione , il cartello sociale ha chiesto un incontro con tutti i sindaci soci e con l’assessore regionale, Marco Zambuto.