Banca condannata alla restituzione ad un cliente di oltre 100mila euro

Il giudice del Tribunale di Agrigento Silvia Capitano ha condannato una banca di rilevo nazionale al pagamento in favore di un cliente dell’importo di 102.000 euro, in accoglimento della domanda di ripetizione di indebito proposta dal cliente e ritenendo fondate tutte le eccezioni formulate dagli avvocati Pier Luigi Cappello e Giuseppe Accolla. Il Tribunale ha accertato l’illegittima applicazione di interessi spese e commissioni per omessa stipulazione per iscritto
delle condizioni economiche, e conseguentemente ha condannato l’istituto bancario alla restituzione delle competenze economiche indebite e al pagamento delle spese di lite in favore del correntista.
“Si tratta di una decisione importante – affermano i legali -, in quanto ribadisce un principio di diritto ovvero che incombe sull’istituto di credito l’onere di dimostrare la pattuizione per iscritto delle condizioni economiche attraverso la produzione di tutta la documentazione idonea a consentire l’ accertamento delle causali degli addebiti di volta in volta effettuati sul conto al fine di verificare la correttezza dei saldi debitore indicati dalla banca nel corso del tempo. È chiaro, però, che non si tratta di un effetto automatico dell’domanda giudiziale proposta, in quanto deve essere cura del correntista seguire attentamente l’iter normativo e conseguenzialmente disporre dei necessari estratti conto per evitare di incorrere nelle problematiche di rigetto delle domande avanzate che purtroppo può accadere specialmente in mancanza dell’opera di professionisti coscienziosi e preparati in un settore quale quello bancario in continuo evoluzione dal punto di vista normativo”.
“Le vittorie – continuano gli avvocati Pier Luigi Cappello e Giuseppe Accolla -, al contrario delle sconfitte, non sono mai frutto di improvvisazione e pressappochismo ma di approfondimento e continuo aggiornamento delle problematiche di natura bancaria e oggi più di ieri concludono i legali la normativa di settore sta offrendo al correntista maggiore tutela che fa ben sperare nell’equilibrio dei rapporti con il ceto bancario”.