Natale, stelle e polemiche

Ad Agrigento le polemiche non si placano neanche a Natale. In città più che il clima di festa si respira un’atmosfera pungente e non per il freddo ma per le discussioni sulle “Stelle di Natale”. Infatti,  la collocazione delle piantine in varie parti della città ha dato vita ad un vero e proprio dibattito politico: i consiglieri di opposizione Hamel e Bongiovì hanno chiesto al sindaco di dire la verità sull’origine dei fiori. Secondo i due “ arrivano da un sequestro effettuato dalla Guardia di Finanza ai venditori ambulanti e non da donazioni”. “Sono costretto a rubare del tempo prezioso al mio lavoro per la città per rispondere a due consiglieri comunali che provano a fare un polverone fondato sul nulla”. Così ha risposto Micciché ai consiglieri: “Com’è noto nei giorni scorsi, ancor prima del sequestro operato dalla GdF, ho adornato diverse zone della città con vasi ed anche  piantine di stelle di natale. Precisamente 42 vasi collocati in via Atenea, via Crispi, villa Bonfiglio, zona San Calogero, Porta di Ponte, piazza Pirandello, villaggio Peruzzo. Bene, tutto è stato donato dal sottoscritto e da alcuni imprenditori  e soggetti privati che adesso è il momento di elencare: Moncada Energy Group, Hotel del Viale, vivai Pisano, CEO Expleo Italia e famiglia Bellavia. Tutto ciò non ha nulla a che vedere con il sequestro  di piantine operato della GdF che sono state donate alla Curia, e sono servite per adornare il presepe della Bibbirria e alcune aiuole cittadine. Sono certo che questa comunicazione, che avrei evitato, faccia trascorrere una serena domenica ai due consiglieri.” Ed ecco la controreplica dei consiglieri Nello Hamel ed Alessia Bongiovì del movimento Liberi e Solidali  che  hanno rincarato la dose:   “La vicenda delle stelle di Natale non turba il nostro sonno, quello che ci turba è invece il modo in cui si pensa di deviare l’attenzione sui problemi veri della città di Agrigento con le ultra pubblicizzate donazioni personali di alberi o di vasi che hanno il sapore delle pezze pietose che tentano di coprire le piaghe dell’inefficienza dei servizi e della macchina comunale”. Non ci sta Confcommercio Agrigento.Il presidente provinciale della confederazione, Giuseppe Caruana, e Salvatore Maniscalchi Cirrincione di FederFiori in un’altra nota affermano: “Il sommerso rappresenta un grave fenomeno di concorrenza sleale per le imprese regolari. Le dichiarazioni di Bongiovì e Hamel, potrebbero indurre i cittadini a pensare che dal lavoro irregolare ne abbia avuto profitto il comune”.