Akragas: l’addio di Giavarini e la sconfitta della città

L’Azionista di maggioranza cede le sue quote a Silvio Alessi. Sarà lui a traghettare la squadra in attesa di nuovi soci.

Nessuno acquirente si è fatto avanti. Resta la questione stadio. Giavarini ha salutato alcuni tifosi dopo una cena a San Leone.

di Eugenio Cairone

 E adesso?  Ai miracoli ci si è aggrappati parecchie volte per quanto riguarda l’Akragas ma al punto in cui si è arrivati, nessuno potrà far tornare indietro Marcello Giavarini.

Praticamente, per buona pace di qualcuno, il tempo per un ripensamento sembra proprio finito come lo stesso azionista ha dichiarato ai microfoni di TVA.

Marcello Giavarini, tante volte sul punto di dire basta per poi lasciarsi trascinare dal suo attaccamento ai colori biancoazzurri, questa volta fa sul serio e bisogna prendere atto della sconfitta di una città che non ha saputo garantirsi l’unico imprenditore che è stato capace di portare ad Agrigento il calcio che conta, quello professionistico.

Di sicuro un brutto colpo. Marcello Giavarini troverà altrove, probabilmente al Nord dove ci sarebbero altre braccia ad accoglierlo, quello che non ha saputo garantirgli l’Agrigento calcistica che dice di amare l’Akragas ma non ha fatto proprio nulla per evitare la fuga del presidente.

Lontano dalle volgarità. Lontano da Agrigento le origini licatesi terranno Giavarini al riparo da certe volgarità cui è stato fatto oggetto, facile bersaglio, anche nei giorni scorsi mentre si apprestava a pranzare in un locale di San Leone.

Gesti che non riguardano naturalmente i tifosi veri, anche perché comportarsi in una certa maniera non appartiene al calcio e al tifo ma semplicemente alla mala educazione e all’inciviltà.

La politica che ama a parole L’Akragas è un patrimonio della città.

 

Una frase ripetuta tante volte. Il risultato è la dimostrazione, invece, di come si continui ad amare questa città solo a parole, di come la politica abbia a cuore Agrigento solo ed esclusivamente in      occasione di elezioni imminenti come adesso.

A chi interessa?    La politica che ha “predicato” amore per i colori biancoazzurri mettendosi in mostra in tribuna  nelle domeniche di campionato, nel momento in cui serviva essere “presente” ha scelto di rimanere nascosta senza neppure fare un tentativo.

Diranno che il problema non può coinvolgere le Istituzioni.

Però è sempre bello riempirsi la bocca di parole.

Eugenio Cairone