Agrigento, scandalo Girgenti Acque: “Finalmente il pm Fonzo viene trasferito”

  1. I giornali nazionali rilanciano la conversazioni captate dalle microspie tra Marco Campione (Girgenti Acque) e Gaetano Caristia (Co.ma.er)

 

Se il mare di San Leone oggi è pulito, lo si deve sicuramente alla Procura di Agrigento. E’ merito loro se sono stati eliminati dopo anni e anni di inquinamento ambientale e danni per il turismo i cosiddetti pennelli a mare. E’ merito del Pm Fonzio se qualcosa è migliorato. Probabilmente però l’operato della Procura di Agrigento a qualcuno non è piaciuto.  “Finalmente quel magistrato viene trasferito”. Intercettazioni scomode per Marco Campione (Girgenti Acque) e Gaetano Caristia (Co.ma.er). Ancora scandali per Marco Campione e Gaetano Caristia secondo le testate giornalistiche nazionali. Il primo, legale rappresentante di Girgenti Acque, gia’ in passato si e’ trovato nell’occhio del ciclone giudiziario a causa di svariate accuse nei suoi confronti e in quelli della societa’ che eroga servizio idrico nella citta’ di Agrigento. Il secondo, a capo della Co.ma.er. , ancora sotto inchiesta per la faccenda della lottizzazione a Realmonte. I due, in una delle telefonate intercettate di cui è in possesso l’ADKRONOS, si scambiano informazioni e pareri circa il trasferimento dell’ex Procuratore aggiunto Ignazio Fonzo : “Finalmente quel magistrato viene trasferito” , “Mi fa piacere,per me sarebbe stato meglio se faceva il bagnino” .In questi termini si spiega Campione a Caristia,il quale risponde dicendo che in Comune, in Procura e nella Sovrintendenza non si naviga in acque tranquille,facendo chiaro riferimento ad una lettera da lui inoltrata in data 12 agosto 2017. Marco Campione viene ancora coinvolto in un’inchiesta, con l’accusa di truffa aggravata per la somma di circa 50 mila euro, che verte su canoni di depurazione imposti in bollette di utenti non riforniti da nessun impianto. Citati a giudizio il direttore generale della societa’ idrica Giandomenico Ponzo e, lo stesso presidente Marco Campione che dichiara “ di aver operato correttamente e di aver fiducia nella magistratura”.