Agrigento, morte di Rigoli in ospedale, il perito: “Negligenze si, ma non si sarebbe salvato”

I medici sono stati negligenti nei tempi e nelle modalità di trattamento”. Nell’incidente, sempre secondo lo stesso consulente “il ragazzo riportò gravi lacerazioni epatiche e lesioni polmonari” e malgrado la condotta “negligente” dei medici, “la prognosi sarebbe stata con ogni probabilità infausta, le possibilità che si potesse salvare erano poche da subito perché ha riportato gravi lesioni agli organi e peraltro soffriva di broncopatia”.

Così il medico legale che ha eseguito la consulenza per conto della Procura, ascoltato in tribunale di Agrigento, per l’udienza, nell’ambito del processo istruito per omicidio colposo e che vede imputati  l’ex primario di Chirurgia dell’ospedale San Giovanni di Dio, Salvatore Napolitano, e il medico dello stesso reparto Sergio Sutera Sardo. I due sono accusati di avere provocato la morte di Vincenzo Rigoli, il ragazzo di 19 anni coinvolto in un incidente stradale autonomo il 17 dicembre del 2012 in contrada Gasena e morto per shock emorragico nella sala operatoria della struttura ospedaliera agrigentina.