Agrigento, la chiesa di San Leone ha i suoi locali parrocchiali

Giuseppe La RoccaNuovi locali per la parrocchia di San Leone. Grazie alla caparbia del parroco Don Giuseppe La Rocca, la forza di volontari e qualche opera di solidarietà si è riusciti a ripulire lo stabile che un tempo era utilizzato dalle suore e che adesso è stato restituito al suo legittimo proprietario, ossia la comunità parrocchiale di San Leone.

Don Giuseppe ha chiamato a raccolta i parrocchiani, ognuno ha contribuito per rendere i locali accessibili, ripulire, effettuare opere di manutenzione, affrescare le pareti, rendere accoglienti le stanze che saranno utilizzate come oratorio, come canonica ed anche come aule per il catechismo. Una risorsa importante per la comunità parrocchiale sanleonina, cresciuta tantissimo negli anni. Un quartiere con quasi quattromila residenti. Non solo abitanti estivi ma gente che qui vive tutto l’anno.

Il Parroco ha con fierezza annunciato l’imminente apertura dei locali durante le celebrazioni domenicali. “Non chiamateli più locali delle suore – ha detto – perché adesso è l’oratorio San Francesco. Uno stabile grande, reso accogliente che offre alla parrocchia l’occasione di portare avanti attività che spesso dovevano essere ospitate in locali di “fortuna”.

Un tempo a San Leone si teneva il catechismo nelle villette di alcuni parrocchiani che le avevano rese disponibili, poi nei locali della scuola comunale, adesso, finalmente, avranno la giusta collocazione tutte quelle attività parrocchiali ed extra parrocchiali di cui la chiesa necessita. Una spesa non indifferente per la parrocchia, che già sta affrontando i costi di un mutuo acceso per sostenere la copertura della chiesa all’aperto. Eppure le opere necessarie per accogliere i bambini, togliere dalla strada ed aggregarli in parrocchia, sono state fatte grazie alla solidarietà e all’impegno di alcuni volontari. Lo stesso parroco, in tuta e maglietta, ha lavorato parecchio per sgomberare i locali da mobili in disuso e altre spazzature e vecchie cianfrusaglie che si trovavano all’interno