Acqua, riforma di Musumeci criticata sul nascere. Attacca il Pd provinciale

L’obiettivo della Regione Siciliana, è “il riordino del servizio idrico integrato in Sicilia”. Il disegno di legge è stato varato dalla giunta Musumeci e prevede l’istituzione di un unico Ambito territoriale, “comprendente- si legge- l’intero territorio regionale, per garantire criteri di efficienza, efficacia ed economicità, nell’interesse pubblico collettivo, e un razionale utilizzo della risorsa idrica”. La proposta di legge si compone di ventidue articoli, “con particolare attenzione alla governance – osservano dalla Regione -, per arrivare anche all’adozione di una tariffa d’ambito regionale”. Una riforma criticata già sul nascere. Oggi a farlo è il Partito democratico di Agrigento. Il segretario provinciale, Simone Di Paola, afferma: “ Non è francamente accettabile che proprio la Regione Siciliana, sulle cui spalle grava il peso di non aver impedito che le nostre reti idriche finissero anni addietro in mano di privati e, dunque, a logiche gestionali che poco o nulla hanno a che vedere con le aspettative dei cittadini e che per decenni non ha saputo salvaguardarne diritti ed aspettative, in primis contenendo prezzi e tariffe a livelli sopportabili, ed in secondo luogo pretendendo un servizio dignitoso, oggi pensi davvero di approdare ad un ambito unico, funzionale a logiche di centralizzazione e dunque soggetto ad un asfissiante controllo e condizionamento del governo di turno, di fatto bypassando e tagliando fuori i livelli istituzionali e di governo periferici da ogni circuito decisionale e gestionale.

Per quanto ci riguarda, ripartiamo dall’assunto, per noi irrinunciabile, secondo il quale l’acqua è un diritto inalienabile di tutti, va assicurato a tutti e va gestito dai territori, secondo le proprie specificità e secondo criteri finalizzati esclusivamente al soddisfacimento del pubblico interesse.

In Provincia di Agrigento, poi, ripartiamo dalla coraggiosa battaglia dei nostri sindaci e dei nostri amministratori, grazie alla cui determinazione si è giunti a chiudere una fase non certo lieta nella vita delle nostre comunità, per aprirne una nuova, che certamente deve ancora partire, che certamente deve ancora essere definita ed impostata, che certamente presenta ancora tante disfunzioni, ma che – senza alcun dubbio – muove nella direzione dell’interesse pubblico.

Il governo regionale semmai mantenga la parola data e si impegni ad assicurare alle nuove società di gestione pubblica dell’acqua quegli strumenti e quelle risorse indispensabili a funzionare adeguatamente, senza gravare oltre sulle spalle dei cittadini, i quali non possono continuare ad essere vittime inconsapevoli di un modo di far politica che sembra aver perduto ogni contatto con la realtà.”